Il Coronavirus cambierà per sempre il mondo. Facciamo che cambi in meglio

L’Italia, l’Europa ed il mondo intero sono alle prese con l’emergenza Coronavirus. Emergenza che sta costringendo tutti a una quarantena forzata, con conseguente chiusura di molte attività lavorative e produttive, specialmente nel cuore pulsante del nostro paese, le regioni del nord. Meno aziende in funzione, meno spostamenti con mezzi pubblici e privati, compresi gli aerei, hanno però messo in luce dei dati importanti: l’abbattimento di alcuni inquinanti nell’atmosfera. Ad esempio gli ossidi di azoto hanno fatto registrare un importante calo nel periodo febbraio/marzo nella Lombardia (per approfondire infodata – sole24ore)

Un’altra faccia della medaglia che, pur restando amara, mette in luce come un cambiamento sia quanto mai necessario. Il Coronavirus, evento epocale che sta segnando e segnerà i nostri tempi, potrà portare a radicali cambiamenti nella vita di tutti i giorni. A spiegarlo nei giorni scorsi è stato il guru dell’economia applicata all’ecologia Jeremy Rifkin: «Ci siamo arrivati all’abbattimento delle energie fossili e della CO2 nell’atmosfera, ma avrei preferito di grandissima lunga che ci si arrivasse per altre vie». Rifkin sottolinea poi che «Bisognerà studiare nuove modalità di comportamento, studio, lavoro, vita sociale. Ma la rivoluzione dovrà andare oltre, ridisegnando la governance mondiale».

E mentre in Europa e negli Stati Uniti ormai le Bioregioni sono una realtà, ora si inizia a pensare al futuro. La storia ha insegnato che i grandi cambiamenti sono avvenuti sempre dopo epidemie, come avvenne ad esempio all’inizio dell’Ottocento. Gli errori commessi, come spiega anche Rifkin, danno anche la possibilità di rimediare e ripensare a fondo alle questioni. «L’errore oggi si si chiama cambiamento climatico – spiega il professore –. Gli eventi estremi come incendi, alluvioni, maremoti, siccità, carestie, arrivano con cadenza pluriannuale anziché ogni cinquant’anni come un tempo. E comportano sempre una fuga e una migrazione scomposta di uomini, animali e virus».

Quali potranno essere quindi le soluzioni che saranno adottate su scala globale? Sicuramente una maggiore attenzione all’inquinamento e alla salvaguardia del pianeta. Ridurre gli spostamenti superflui per lavoro grazie allo smart working, ad esempio. Ma soprattutto la diminuzione dello spreco e il consumo di combustibili fossili.

Rifkin spiega: «La svolta dei fondi pensione di prelevare centinaia di miliardi di dollari di investimenti dal settore dei combustibili fossili e industrie collegate per reinvestirli nell’economia verde, segna l’avvento dell’era del capitalismo sociale. Oggi abbiamo il web che ci dà mille risorse dall’Internet of things alla digitalizzazione delle fonti rinnovabili. Nulla sarà più come prima, cerchiamo di far sì che sia migliore».

Per far sì che il domani sia migliore di oggi, occorre impegno da parte di tutti: governi, istituzioni, aziende e tutti noi, anche nel nostro piccolo.